Indicazioni generali e importanti prima dell’intervento
Prima dell’intervento:
- Al momento del ricovero porti con sé tutti gli esami eseguiti in vista dell’intervento.
- Il digiuno prima dell’intervento deve essere di almeno 8 ore, acqua compresa.
- Non è necessario depilare a casa l’addome e la regione pubica (tricotomia).
- Eventuali allergie a farmaci, lattice, alimenti o altro devono essere comunicate all’équipe medica e infermieristica al momento del ricovero.
- I farmaci antipertensivi (per la pressione alta) devono essere assunti anche il giorno dell’intervento, con la minima quantità d’acqua necessaria per deglutirli.
- Alcuni farmaci devono essere sospesi prima dell’intervento:
- Gli ipoglicemizzanti orali (farmaci per il diabete) devono essere sospesi il giorno prima dell’intervento.
- Gli antiaggreganti piastrinici come l’acido acetilsalicilico (AAS®, Somalgin®, ecc.) e il clopidogrel (Plavix®, ecc.) devono essere sospesi almeno 7 giorni prima dell’intervento se il paziente assume solo uno di questi farmaci. Se li assume entrambi, devono essere sospesi 10 giorni prima della procedura chirurgica.
- I pazienti che assumono anticoagulanti come warfarin (Marevan®) o rivaroxaban (Xarelto®) devono sospendere il farmaco rispettivamente 5 e 3 giorni prima. In questo periodo, alcuni pazienti dovranno utilizzare enoxaparina sodica o eparina non frazionata fino al giorno prima dell’intervento.
Dopo l'intervento:
- Dopo il rientro in camera dalla sala operatoria, quando il paziente è ben sveglio, potrà alimentarsi con la dieta prescritta dall’équipe medica. L’alimentazione andrà adattata alla tolleranza del paziente. A quel punto è possibile alzarsi dal letto per brevi camminate nella stanza, sempre con l’aiuto di un familiare o di un membro dell’équipe infermieristica.
- Nei pazienti in cui si individua una lesione vescicale che richiede biopsia e/o resezione (raschiamento) sarà necessario un catetere urinario a 3 vie posizionato in vescica. In una delle vie viene infusa in continuo soluzione fisiologica per impedire la formazione di coaguli e la possibile ostruzione del catetere vescicale. Durante il ricovero, la gestione di questi dispositivi è affidata all’équipe medica e infermieristica.
- La durata del ricovero varia in genere da 1 a 3 giorni.
- Di solito il catetere vescicale viene rimosso al momento della dimissione. In situazioni specifiche, che Le verranno indicate dal Suo medico, può essere necessario mantenere il catetere anche dopo la dimissione.
Dopo la dimissione:
- Dopo la rimozione del catetere vescicale, sintomi come disuria (bruciore o dolore durante la minzione) e urgenza (forte stimolo a urinare) sono comuni nei primi giorni e tendono a ridursi progressivamente.
- Piccole perdite di sangue durante la minzione sono comuni nei primi giorni. Occorre però prestare attenzione in caso di sanguinamento più abbondante e/o di emissione di coaguli. In tal caso, si rechi al pronto soccorso dell’ospedale in cui è stato/a operato/a.
Alimentazione:
- Non ci sono restrizioni alimentari specifiche: il paziente deve alimentarsi in modo sano.
- I liquidi (acqua, tè e succhi di frutta naturali) possono essere assunti in abbondanza.
Cura del catetere vescicale e della sacca di raccolta delle urine:
- Occasionalmente il paziente può essere dimesso con il catetere vescicale. Questo catetere non richiede cure particolari e deve preferibilmente restare fissato alla coscia o all’addome. Durante la doccia, la zona può essere lavata liberamente con acqua e sapone.
- In nessun caso la sacca di raccolta deve essere scollegata dal catetere vescicale.
- La sacca di raccolta deve restare sempre al di sotto del livello della vescica, cioè sotto la vita, per facilitare il deflusso dell’urina. Quando il paziente è seduto, la sacca può essere appoggiata sul pavimento.
- La sacca di raccolta delle urine deve essere svuotata 4–5 volte al giorno o ogni volta che è piena.
- Fino alla rimozione del catetere, piccole quantità di sangue possono comparire nelle urine (nella sacca di raccolta) o attorno al catetere, attraverso il canale uretrale, di solito in occasione di movimenti o piccoli sforzi. Occasionalmente può fuoriuscire, sempre attorno al catetere, anche una grande quantità di urina. Di norma ciò non ha alcun significato e si verifica in genere quando il catetere è piegato e non consente il deflusso dell’urina. In questo caso occorre controllare la posizione del catetere, verificando che non sia piegato o che il morsetto non sia chiuso.
- Il drenaggio dell’urina dal catetere alla sacca di raccolta avviene in modo continuo. Se avverte una sensazione progressiva di vescica piena e stimolo a urinare e nota che l’urina non defluisce dal catetere, verifichi che questo non sia piegato o che il morsetto non sia chiuso. Se il catetere continua a non drenare, ciò può indicare un’ostruzione, ad esempio da un coagulo: in tal caso contatti l’équipe medica e si rechi direttamente al pronto soccorso dell’ospedale in cui è stato/a operato/a.
Attività fisica:
- Nelle prime 2 settimane dopo l’intervento il paziente deve mantenere un riposo relativo, evitando attività lavorative intense, il sollevamento di pesi e qualsiasi tipo di esercizio fisico intenso. In questo periodo è comunque importante muoversi con cautela: sono consentite camminate quotidiane prudenti.
- Dopo 2 settimane dall’intervento il paziente potrà svolgere attività leggere, come camminate un po’ più lunghe. Le attività lavorative che non richiedono sforzo fisico possono essere riprese, se il paziente lo desidera. Fino alla sesta settimana dall’intervento vanno evitate le attività più faticose, come corsa, addominali, tennis e calcio, equitazione, bicicletta o ginnastica che comporti uno sforzo muscolare più intenso.
- In genere il paziente può tornare a guidare veicoli a motore dopo la terza settimana post-operatoria.
- Dopo la dimissione il paziente può salire e scendere le scale con cautela.
- L’attività sessuale può essere ripresa circa 30 giorni dopo l’intervento chirurgico, tenendo presente che le prime esperienze potranno essere accompagnate da un certo fastidio nella regione genitale.
Farmaci:
- Al momento della dimissione riceverà indicazioni sui farmaci da assumere a casa. In genere vengono prescritti analgesici per dolori lievi e altri farmaci sintomatici. Gli antibiotici sono utilizzati solo a scopo profilattico prima dell’intervento e non vengono prescritti per casa, salvo in casi selezionati in cui l’équipe medica lo ritenga necessario.
Attenzione:
In caso di dolore intenso che non migliora con gli analgesici prescritti, sanguinamento importante nelle urine, febbre, mancanza di respiro associata a dolore durante la respirazione, malessere associato a calo della pressione o qualsiasi altra complicanza o dubbio, si rechi direttamente al pronto soccorso dell’ospedale in cui è stato/a operato/a.
- Nota: queste informazioni costituiscono indicazioni generali per il paziente. Non sostituiscono le indicazioni fornite di persona dal medico curante, che devono essere personalizzate in base alle caratteristiche del paziente, della sua malattia e dell’intervento programmato.
Dubbi nel pre o post-operatorio?
Il nostro team La accompagna in ogni fase. In caso di febbre, sanguinamento importante o dolore che non migliora, si rivolga immediatamente a un medico.
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