Questo articolo è stato tradotto dall'originale in portoghese. Português
L’impotenza sessuale è l’effetto collaterale più temuto dalla maggior parte degli uomini che si sottoporranno al trattamento del tumore della prostata.
Negli ultimi anni, i progressi tecnologici nella tecnica chirurgica stessa hanno contribuito a migliorare i risultati. Un esempio è la chirurgia robotica.
Il rischio di impotenza sessuale dipende da diversi fattori, come età superiore a 65 anni, obesità, fumo, malattie vascolari e diagnosi della malattia già in fase avanzata.
Pertanto, gli uomini più giovani e senza problemi di salute sono quelli con le migliori probabilità di mantenere l’erezione dopo il trattamento.
Inoltre, l’esperienza dell’équipe chirurgica e la disponibilità di tecnologie come la chirurgia robotica favoriscono una maggiore possibilità di identificare e preservare i nervi che trasmettono gli stimoli dell’erezione.
I nervi dell’erezione sono strutture delicate che originano dalla colonna vertebrale e decorrono a pochi millimetri dalla superficie laterale della prostata.
Queste sottili strutture convergono verso la regione nota come apice della prostata, che, per coincidenza, è anche la zona in cui si trova lo sfintere urinario, responsabile del controllo della minzione.
Questa regione anatomica è un’area molto delicata, in cui il chirurgo deve asportare la prostata insieme al tumore e, allo stesso tempo, preservare strutture così nobili come i nervi dell’erezione e lo sfintere urinario.
La riabilitazione fa parte del trattamento del tumore della prostata
Presso la Clínica Uro Onco, il recupero dell’erezione e della continenza inizia già nella pianificazione dell’intervento e prosegue dopo di esso, con un follow-up individuale: farmaci, fisioterapia del pavimento pelvico, terapia con onde d’urto in casi selezionati e, quando indicato, protesi peniena.
Parlare di riabilitazione via WhatsApp Recupero dopo la prostatectomiaQuesto perché la prostata funziona come un raccordo tra le vie che trasportano l’urina e quelle che trasportano lo sperma.
Questi due sistemi convergono al centro della prostata, facilitando il loro drenaggio direttamente nell’uretra del pene.
Per questo motivo la prostata è un organo vitale per l’apparato riproduttivo e per l’apparato urinario maschile.
Un’altra strategia molto importante che può accelerare il recupero dell’erezione dopo l’asportazione della prostata è l’uso di farmaci con azione vasodilatatrice sui corpi cavernosi, come il tadalafil e il sildenafil.
Questi farmaci vengono iniziati circa una settimana dopo l’intervento, al momento della rimozione del catetere uretrale.
Un altro punto che deve essere ben chiaro è che l’erezione non ritorna subito dopo la rimozione del catetere. Il tempo di recupero varia da uomo a uomo, ma si stima che il tempo necessario per il recupero completo possa arrivare a 18 mesi.
Per accelerare ulteriormente questo processo, possiamo associare la fisioterapia del pavimento pelvico con riabilitazione peniena ai farmaci vasodilatatori.
Questa strategia può avere un effetto benefico per la grande maggioranza degli uomini, oltre ad accelerare contemporaneamente il recupero della continenza e della potenza sessuale.
Nei casi in cui queste strategie non funzionano, è comunque possibile ottenere l’erezione mediante farmaci iniettabili alla base del pene o, in situazioni più rare, con l’impianto di protesi peniene.
Il Suo urologo dispone di tutti gli strumenti necessari per valutare e personalizzare il trattamento in ogni singolo caso.
Non dimentichi di condividere con la Sua équipe medica tutte le informazioni e i sintomi rilevanti per un rapido recupero.
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Presso la Clínica Uro Onco, il recupero dell’erezione e della continenza inizia già nella pianificazione dell’intervento e prosegue dopo di esso, con un follow-up individuale: farmaci, fisioterapia del pavimento pelvico, terapia con onde d’urto in casi selezionati e, quando indicato, protesi peniena.
Parlare di riabilitazione via WhatsApp Recupero dopo la prostatectomiaQuesto contenuto ha finalità educative e non sostituisce la visita medica. Ogni caso deve essere valutato individualmente, sulla base delle linee guida AUA, EAU e NCCN.




