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Blog · Calcoli renali

Stent doppio J - 6 domande importanti

Domande come «il paziente con il doppio J può lavorare?» o «il mal di schiena rientra tra i sintomi dei calcoli renali?» sono molto frequ…

Di Dr. Bruno Benigno · Uro-oncologo · CRM-SP 126.265Pubblicato il 25 maggio 2021Aggiornato il 14/02/20254 min di lettura

Questo articolo è stato tradotto dall'originale in portoghese. Português

Il paziente con lo stent doppio J può lavorare?

Sì. L’unica raccomandazione davvero «rilevante» è che, dopo il posizionamento del catetere, il paziente resti a riposo per 24 ore e beva molta acqua.

È importante ricordare che il posizionamento dello stent doppio J è una procedura che non prevede alcuna incisione né alcun taglio: viene eseguita interamente per via endoscopica attraverso le vie urinarie. Tuttavia, trattandosi di un dispositivo «estraneo» al corpo, è consigliabile mantenere un riposo relativo ed evitare attività fisiche troppo intense fino alla rimozione del catetere; si può comunque tornare a lavorare normalmente.

Il calcolo renale rientra tra le comorbidità?

Sì. L’ideale è che la persona non debba sottoporsi a più interventi per il trattamento del calcolo renale. Secondo il Dr. Bruno Benigno (CRM SP 126265), urologo dell’Hospital Alemão Oswaldo Cruz e direttore della Clínica Uro Onco, ciò che si può fare è:

  1. Analizzare la composizione dei calcoli rimossi dal rene nell’intervento precedente.
  2. Eseguire un esame delle urine delle 24 ore.

Con queste informazioni è possibile stabilire quali alterazioni sono presenti nelle urine e che cosa gli urologi possono correggere, ad esempio acido urico aumentato, eccesso di calcio nelle urine, poco ossalato, poco citrato.

Alterazioni che possono aumentare il rischio di sviluppare un calcolo renale.

L’ideale è eseguire un follow-up preventivo, per evitare di dover ripetere più interventi chirurgici.

Calcolo nell’uretere: è possibile che il calcolo non scenda in vescica e non venga eliminato con le urine?

Il calcolo nell’uretere, il sottile canale che collega il rene alla vescica, ha buone probabilità di essere eliminato con le urine (circa l’ottanta per cento). Questo valore si riferisce a calcoli fino a 7 mm.

Secondo il Dr. Bruno, la cosa importante è rivolgersi al medico ed eseguire un’ecografia: così il paziente riceverà tutte le indicazioni mediche appropriate. Ma bere molta acqua è fondamentale, così come mantenere un riposo relativo, evitare l’attività fisica intensa e osservare sintomi come febbre, brividi, malessere e forte mal di schiena, che non dovrebbero presentarsi.

Se possibile, urinare in un piccolo contenitore è una buona idea, perché permette di verificare se il calcolo viene effettivamente eliminato.

In sintesi: la probabilità che il calcolo venga eliminato è alta. Esistono farmaci come la tamsulosina che possono essere utilizzati e che agiscono dilatando il canale, aumentando in media di tre volte la probabilità che il calcolo venga eliminato spontaneamente.

Oltre al calcolo: una valutazione urologica completa

Presso la Clínica Uro Onco, la visita per i calcoli renali include anche una revisione della Sua salute urologica nel suo complesso — con particolare attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori della prostata, della vescica e del rene:

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È normale avere sangue nelle urine dopo il posizionamento dello stent doppio J?

È normale. Chiunque porti lo stent doppio J può avere questo «sintomo»: essendo un corpo estraneo in vescica, può irritare la mucosa, il rivestimento interno della vescica, molto delicato e simile a quello del cavo orale.

Il catetere in questa sede si comporta quindi come un corpo estraneo e provoca un piccolo sanguinamento.

È frequente anche che il paziente avverta uno stimolo a urinare molto accentuato e debba andare spesso in bagno, con la sensazione di non aver svuotato completamente la vescica e urgenza minzionale.

Stimolo continuo a urinare: è legato ai calcoli renali?

Molto probabilmente no. Il calcolo renale di solito non causa alcun sintomo.

È possibile che questa sensazione sia dovuta a una cistite o comunque a un’infezione urinaria.

In questo caso occorre rivolgersi a un medico, eseguire un esame delle urine per verificare la presenza di batteri o di un’infezione e, se necessario, un’ecografia, per vedere se c’è un calcolo migrato dal rene verso la vescica o se si tratta semplicemente di un’infezione urinaria.

Il mal di schiena lombare rientra tra i sintomi dei calcoli renali?

Quando i calcoli renali causano dolore, ciò avviene semplicemente per la loro migrazione (uscita del calcolo dal rene) verso l’uretere. Questo ostruisce il flusso dell’urina e fa aumentare la pressione nel rene.

Per distinguere una lombalgia da una colica renale:

  1. Il dolore della colica renale è localizzato su un solo lato, cioè più a destra oppure più a sinistra. La lombalgia, invece, è in genere un dolore «centrale»
  2. Il dolore della colica renale è molto intenso ed estenuante. Il paziente in genere ha coliche, nausea, vomito, non trova una posizione comoda e deve cercare aiuto urgente. Il dolore di una semplice lombalgia, invece, di solito non ha un’intensità così forte: è quel «doloretto» che cresce gradualmente, a volte al risveglio è un po’ più fastidioso ed è generalmente legato al movimento.

In pratica, la lombalgia tende a essere un dolore più cronico e insidioso, mentre la colica renale no.

Per distinguere l’una dall’altra, il Dr. Benigno raccomanda esami di imaging, ecografia, TC, esame obiettivo e una visita medica per valutare colonna e muscolatura, così da distinguere più facilmente ciascun tipo di dolore e le sue cause.

Tutte le domande presentate in questo testo sono tratte da un video del canale del Dr. Bruno Benigno, basato sui dubbi ricorrenti dei pazienti. Per guardare il video completo o chiarire anche altri dubbi, visitate:

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Testo di: Sofia Carnavalli | Ufficio stampa

del Dr. Bruno Benigno (CRM SP 126265).

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Presso la Clínica Uro Onco, la visita per i calcoli renali include anche una revisione della Sua salute urologica nel suo complesso — con particolare attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori della prostata, della vescica e del rene:

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Dr. Bruno Benigno

Dr. Bruno Benigno
Urologo e chirurgo uro-oncologo (CRM-SP 126.265 · RQE 60022). Oltre 1.500 interventi di chirurgia robotica. Membro di AUA, EAU e SBU. Conosci il Dr. Bruno · Nei media

Questo contenuto ha finalità educative e non sostituisce la visita medica. Ogni caso deve essere valutato individualmente, sulla base delle linee guida AUA, EAU e NCCN.

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