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Blog · Calcoli renali

COSA BISOGNA SAPERE SULLO STENT URETERALE DOPPIO J

Lo stent ureterale doppio J è un sottile tubicino flessibile in poliuretano, con un calibro di circa 3 mm e una lunghezza che varia da 8 a 35 cm, molto u…

Di Dr. Bruno Benigno · Uro-oncologo · CRM-SP 126.265Pubblicato il 22 settembre 2020Aggiornato il 14/02/20255 min di lettura

Questo articolo è stato tradotto dall'originale in portoghese. Português

1- CHE COS'È?

Lo stent ureterale doppio J è un sottile tubicino flessibile in poliuretano, con un calibro di circa 3 mm e una lunghezza che varia da 8 a 35 cm, molto utilizzato dagli urologi per garantire il flusso di urina tra il rene e la vescica.

Viene utilizzato più spesso dopo il trattamento dei calcoli renali o ureterali. Può essere impiegato anche in interventi di ricostruzione complessa dell'apparato urinario, come ad esempio nel trattamento dei tumori.

Si chiama doppio J per la forma ricurva delle sue estremità, che ne impedisce lo spostamento improprio all'interno delle vie urinarie.

Il materiale è sintetico, flessibile e dotato di memoria di forma alle estremità. Queste caratteristiche sono importanti per consentirne il posizionamento in modo delicato e poco traumatico durante l'intervento.

2- A COSA SERVE?

Serve a garantire il normale flusso di urina dal rene verso la vescica. Può essere utilizzato anche dopo interventi complessi di ricostruzione dell'uretere, come nel trattamento dei tumori maligni, per evitare piccole perdite di urina nella cavità addominale.

Dopo gli interventi per il trattamento dei calcoli renali, lo stent doppio J facilita l'eliminazione dei minuscoli frammenti che potrebbero rimanere bloccati lungo il percorso dopo la procedura.

3- QUANDO È NECESSARIO UTILIZZARLO?

Lo stent doppio J può essere utilizzato ogni volta che esiste il rischio di interruzione del corretto flusso urinario tra il rene e la vescica. L'impiego più frequente è dopo la rimozione di un calcolo dal rene o dall'uretere.

Ciò si spiega con il fatto che la manipolazione chirurgica dell'uretere può provocare un edema (gonfiore) che persiste per alcuni giorni dopo la procedura. Questo può comportare un aumentato rischio di ostruzione del deflusso urinario, anche quando il calcolo è già stato rimosso.

In situazioni particolari, come dopo il trattamento di alcuni tipi di tumore addominale, può essere utilizzato anche lo stent doppio J.

4- DI COSA È FATTO?

La grande maggioranza degli stent doppio J è realizzata in un polimero a base di materiale plastico e poliuretano chirurgico.

Esistono stent che diventano più flessibili e meno fastidiosi a contatto con la temperatura corporea.

Possono essere utilizzati anche altri materiali, come leghe di platino e altri componenti flessibili a base di acciaio chirurgico. Questi ultimi sono impiegati in situazioni molto particolari, ad esempio quando un tumore non ancora controllato (con chemioterapia, radioterapia o anche chirurgia) invade le vie di drenaggio dell'urina.

5- CAUSA QUALCHE SINTOMO?

I sintomi più comuni legati allo stent doppio J sono:

Oltre al calcolo: una valutazione urologica completa

Presso la Clínica Uro Onco, la visita per i calcoli renali include anche una revisione della Sua salute urologica nel suo complesso — con particolare attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori della prostata, della vescica e del rene:

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  • dolore alla schiena
  • sensazione di urgenza minzionale
  • dolore o fastidio nella parte bassa dell'addome
  • piccole quantità di sangue nelle urine
  • bruciore durante la minzione

In caso di febbre, malessere generale, brividi o perdita di appetito, occorre avvisare immediatamente il chirurgo che ha posizionato lo stent doppio J. Esiste infatti un rischio di infezione urinaria legato all'uso dello stent.

In situazioni come queste, devono essere eseguiti immediatamente una visita, esami di imaging ed esami di laboratorio. Può essere indicato anche l'uso di antibiotici per via endovenosa.

6- COME VIENE POSIZIONATO?

Esistono fondamentalmente tre modalità per posizionare uno stent doppio J:

NOTA: in tutte le tecniche descritte di seguito il paziente viene necessariamente sottoposto ad anestesia, che può essere generale o spinale (a seconda del caso)

  • Endoscopica: una microtelecamera viene introdotta attraverso l'uretra per ottenere immagini dell'interno della vescica. Con questa modalità il chirurgo individua l'orifizio di sbocco dell'uretere utilizzando un monitor video e un sistema di localizzazione radiologica in tempo reale. Da qui introduce un filo guida dalla vescica fino al rene, che servirà da binario per il corretto posizionamento dello stent doppio J.
  • Percutanea: la tecnica percutanea consiste nel creare un tramite dalla cute della regione lombare fino al sistema collettore dell'urina all'interno del rene. Con questa tecnica il filo guida viene posizionato attraverso il tramite creato dal chirurgo e lo stent doppio J viene collocato con l'ausilio della radioscopia in tempo reale.
  • Chirurgica: la terza possibilità è un intervento addominale (a cielo aperto, laparoscopico o robotico). Con questa modalità il chirurgo esegue una piccola incisione sull'uretere per far passare il filo guida e successivamente posizionare lo stent doppio J. L'uretere viene poi chiuso con sottili fili di sutura riassorbibili.

7- QUANTO TEMPO RIMANE NELL'ORGANISMO?

In generale, gli stent doppio J sono progettati per rimanere nell'organismo fino a tre mesi. Esistono stent progettati per una permanenza prolungata fino a 1 anno

Nella maggior parte dei casi, lo stent doppio J utilizzato dopo il trattamento dei calcoli renali rimane in sede per meno di 7 giorni.

8- POSSO AVERE RAPPORTI SESSUALI CON LO STENT?

Sì, non vi è alcuna controindicazione ai rapporti sessuali durante l'uso dello stent doppio J. Tuttavia, alcune persone possono avvertire un lieve fastidio nella parte bassa dell'addome, che di solito non è persistente e in genere non richiede farmaci per essere alleviato.

9- QUALI PRECAUZIONI DEVO ADOTTARE?

Bere acqua, succhi e altri liquidi chiari in abbondanza, in modo da mantenere un flusso urinario chiaro e di buon volume.

In alcune situazioni può essere necessario l'uso di antibiotici, antinfiammatori e analgesici.

Non c'è rischio di espulsione spontanea dello stent doppio J durante camminate, corse o anche attività fisiche più intense come il ciclismo.

10 - COME VIENE RIMOSSO?

La rimozione dello stent doppio J è una procedura semplice e di piccola entità. In alcuni casi l'urologo applica un sottile filo di nylon all'estremità dello stent che si trova in vescica. Il filo viene fatto fuoriuscire attraverso l'uretra e fissato con un cerotto sulla parte interna della coscia.

Il paziente viene dimesso con l'indicazione di tornare nello studio dell'urologo alcuni giorni dopo l'intervento. In ambulatorio, l'urologo applica un anestetico locale in gel (nell'uretra) e rimuove lo stent tirando il filo di nylon.

In situazioni particolari (come interventi complessi e pazienti che portano lo stent per un periodo più prolungato) può essere necessario rimuoverlo in sala operatoria.

Con una lieve sedazione, l'urologo introduce una microtelecamera attraverso l'uretra, individua lo stent doppio J all'interno della vescica e lo rimuove con una pinza apposita per afferrare il dispositivo.

11- FA MALE TOGLIERLO?

Nelle procedure eseguite con il paziente sveglio e con anestetico locale in gel, il paziente avverte di solito solo un lieve fastidio durante il passaggio dello stent attraverso l'uretra.

Nelle procedure eseguite in sedazione, la rimozione è completamente indolore e impercettibile per il paziente.

La decisione di rimuovere lo stent con il paziente sveglio o sedato dipende da diversi fattori, come la struttura ospedaliera disponibile nella località, l'entità dell'intervento e la preferenza del paziente o dell'urologo.

12- COSA FARE PER ALLEVIARE I SINTOMI?

  • Bere acqua in grande quantità
  • evitare attività fisiche faticose
  • assumere i farmaci prescritti dal medico al momento della dimissione
  • evitare di trattenere a lungo lo stimolo a urinare

di: Dr. Bruno Benigno

Urologo - San Paolo - SP

CRM 126265

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Dr. Bruno Benigno
Urologo e chirurgo uro-oncologo (CRM-SP 126.265 · RQE 60022). Oltre 1.500 interventi di chirurgia robotica. Membro di AUA, EAU e SBU. Conosci il Dr. Bruno · Nei media

Questo contenuto ha finalità educative e non sostituisce la visita medica. Ogni caso deve essere valutato individualmente, sulla base delle linee guida AUA, EAU e NCCN.

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